“Luce e Illuminazione nella Fotografia”: sintesi capitolo 3(7)

Nella puntata precedente abbiamo concluso l’argomento “colore”. In questa puntata vedremo un’altra importante qualità della luce: la direzione.
Come prima cosa dobbiamo avere un sistema di riferimento univoco: Feininger propone lo schema dell’orologio. In questo schema il soggetto sta al centro dell’orologio il cui quadrante è orientato in modo che la linea 12-6, se prolungata, coincida con la posizione del fotografo. Nel piano verticale, invece utilizziamo semplicemente l’angolo tra la sorgente e il piano orizzontale su cui giace il soggetto.
Facciamo qualche esempio per chiarire definitivamente le idee: la luce che proviene dall’alto è a 90°, quella parallela al suolo a 0°, il controluce pieno è a ore 12, la luce frontale piena a ore 6.Perchè siamo così interessati a dove proviene la luce? Perchè la direzione della luce incidente determina l’entità e la direzione delle ombre (e come sappiamo le ombre sono simbolo della tridimensionalità tanto ricercata nelle nostre immagini).
Non solo: la luce crea l’atmosfera dell’immagine; tanto più la luce incidente è frontale, quindi, tanto più ampia sarà la zona illuminata, tanto più posso avere un tono generalmente chiaro nell’immagine. Tanto più si va verso il controluce, tanto più il soggetto sarà in ombra e tanto più posso dare un tono scuro all’immagine (con tutto quello che comporta).
Classifichiamo ora le diverse direzioni dalle quali può provenire la luce e cerchiamo di dare indicazioni che permettono di utilizzare la giusta direzione della luce per i nostri scopi:

  • luce frontale: qualunque illuminazione compresa tra le ore 4.30 e le 7.30 (alle 6 è nella forma più pura). Le ombre sono scarse e questo comporta un senso di “piattezza” e di poca profondità. Questo tipo di illuminazione si dovrà usare quindi quando le ombre hanno poca importanza o sono indesiderate.
    Questo succede per esempio, se il colore è la qualità più importante del soggetto e deve essere reso con la migliore fedeltà, oppure se il contrasto del soggetto è già molto alto e ulteriori ombre porterebbero ad una difficolità nell’esposizione (luci bruciate o perdita di dettaglio nelle ombre), o ancora se vogliamo che il soggetto sia reso in tutti i suoi dettagli (le ombre potrebbero confondere la situazione).
  • luce laterale: qualsiasi illuminazione tra le ore 3 e le 4.30 e tra le 7.30 e le 9 si definisce luce laterale. La luce laterale produce ombre forti e generalmente ben disposte creando l’illusione della profondità nell’immagine. Questa tipo di luce ha  come unico difetto quello di essere stata “vista” troppe volte…
  • controluce: qualsiasi illuminazione tra le 9 e le 12 e tra le 12 e le 3 è una forma di controluce (il controluce puro è alle ore 12). Se da un lato è il tipo di illuminazione più difficile da utilizzare, d’altro canto è potenzialmente la forma più stimolante e bella di illuminazione.
    Le difficoltà nascono dal fatto che la sorgente luminosa è di fronte all’apparecchio e questo comporta il problema di flare a volte indesiderabili. Inoltre il controluce è la forma più contrastata di illuminazione e la gamma di contrasto del soggetto è spesso maggiore della latitudine di posa della pellicola (o della gamma tonale del sensore). Questo ci costringerà a scegliere cosa esporre correttamente e cosa no.
    Queste difficoltà tecniche sono spesso ripagate dal fatto che il gioco tra luci e ombre (così contrastato) crea un’illusione di profondità irrangiungibile con qualsiasi altra forma di illuminazione.  Inoltre aloni e riflessi spesso ci aiutano a creare effetti particolamente suggestivi che simboleggiano la luce radiante.
  • luce dall’alto: qualsiasi illuminazione incida sul soggetto con angolo tra i 60° e i 90° è da definirsi come luce dall’alto. Solitamente questo tipo di luce è infelice, specialmente nei ritratti: le ombre si dispongono in maniera sgradevole sugli occhi e sotto il naso si forma una macchia lunga e sgradevole. Di norma questo tipo di illuminazione è la preferita dai principianti, ma viene evitata dagli esperti.
  • luce dal basso: è un tipo di illuminazione che possiamo considerare sconosciuto in natura (salvo la luce dei falò) e dà all’immagine un effetto che possiamo definire “teatrale”. Siccome siamo abituati ad avere una luce dall’alto, infatti, i risultati determinati da questo tipo di luce “insolita” saranno a volte irreali, spesso grotteschi e a volte irreali. Utilizziamo questa illuminazione per composizioni che abbiano queste caratteristiche.
  • luce multidirezionale: proviene contemporaneamente  da più sorgenti luminose ed è quasi sempre 1 luce artificiale. E’ inevitabile utilizzare più sorgenti luminose quando si è in studio, ma solitamente i risultati migliori si ottengono se quando si ha la sensazione che il soggetto sia illuminato da una sola sorgente, ovvero quando le ombre sembrano provenire da una sola lampada. Gli incroci di ombre, infatti, danno un effetto sgradevole alla composizione e sono da evitare. Il consiglio che ci dà Feininger è quindi quello di sostituire, ove possibile, lampade deboli con una più potente e di utilizzare pannelli riflettenti per schiarire le ombre piuttosto che altre lampade.

Nella prossima puntata parleremo del contrasto, un’altra importante qualità della luce, e vedremo come ridurlo oppure aumentarlo a nostro piacimento.

Related Posts with Thumbnails

Lascia un Commento