“Luce e Illuminazione nella Fotografia”: sintesi capitolo 3 (5)
Fiore in val Gerola, © Daniele Corti
Nella precedente puntata abbiamo parlato di esposimetri manuali, in quella di oggi vedremo invece altri fattori che influiscono sull’esposizione.
Come ben sappiamo, non è solo utilizzando la giusta quantità di luce che si ottiene una buona immagine. I dati forniti dall’esposimetro devono venire valutati dal fotografo alla luce dei seguenti fattori:
- movimento dell’apparecchio: fotografando a mano libera, per evitare il mosso dovuto ai movimenti della reflex (e del fotografo), bisogna utilizzare tempi abbastanza brevi. Questi tempi derivano dalla lunghezza focale dell’obiettivo (la famosa legge dell’inverso della focale -come spiegato qui- ) e dalla possibilità o meno dell’utilizzo dei meccanismi di riduzione delle vibrazioni ormai incorporati su molte reflex/obiettivi (che ci permettono di dimezzare 1/2/3 o addirittura 4 volte – a seconda del meccanismo utilizzato – il tempo derivato dalla legge dell’inverso della focale).
Attenzione però che il fattore soggettivo è determinante: mentre alcuni fotografi (con mano evidentemente molto ferma) riescono a fotografare a tempi molto inferiori a quelli derivati dalla regola dell’inverso della focale, altri non hanno la stessa fortuna.
Imparare a conoscere i propri limiti (provando e riprovando), in questo caso è fondamentale per evitare il mosso. - movimento del soggetto: se un soggetto in moto deve apparire nitido in fotografia, il suo movimento va “congelato” con tempi opportunamente brevi. La velocità di otturazione dovrà essere tanto più veloce a seconda del movimento apparente del soggetto, ossia della sua velocità angolare rispetto all’apparecchio.
Nel caso di soggetti in movimento, il fattore decisivo per determinare l’esposizione è la velocità di otturazione (vale lo stesso anche nel caso si voglia un effetto “mosso”, i tempi dovranno essere scelti in modo che il mosso non sia nè eccessivo nè troppo ridotto); l’apertura del diaframma e gli iso dovranno essere scelti conseguentemente. - profondità del soggetto: siccome l’estensione in profondità del soggetto dipende dall’apertura diaframmale, un soggetto molto esteso in profondità richiede un diaframma più chiuso. Quando la nitidezza in profondità è considerata un elemento importante, si scelga come base per l’esposizione l’apertura del diaframma, adeguandone di conseguenza la velocità di otturazione (attenzione sempre al limite imposto dai movimenti dell’apparecchio e, in caso contrario, utilizzare un cavalletto) e la sensibilità valori diaframmali.
Nella prossima puntata parleremo del colore, un’altra delle qualità della luce.












