“Luce e Illuminazione nella Fotografia”: sintesi capitolo 3 (5)
Nelle puntate precedenti abbiamo analizzato una delle qualità della luce: la luminosità. In questa inizieremo a trattare del colore, un’altra importante qualità della luce.
Gli effetti cromatici derivano da 2 fattori:
- i pigmenti, ovvero la sostanza colorante;
- la luce colorata (la luce rossastra del tramonto, quella bianca di mezzogiorno etc etc);
Nella realtà però tutti i colori hanno origine nela luce e questo è dimostrato dal fatto che possono controllati con la medesima tecnica, ossia la filtratura.
Quello che percepiamo come colore altro non è che un fenomeno psico-fisico indotto dalla luce e il suo effetto dipende da tre fattori:
- la composizione spettrale della luce
- la struttura molecolare della sostanza che riflette (o trasmette) la luce
- i nostri ricettori (occhi e cervello)
In sintesi ciò che succede è questo: la luce bianca (quella di una giornata serena nelle ore centrali del giorno) colpisce un oggetto colorato; questo oggetto assorbirà (trasformandolo in calore) l’energia luminosa di determinati colori, mentre ne rifletterà altri. E’ proprio questa energia luminosa riflessa che, incontrando i nostri occhi, sarà percepita come colore. Esemplificando la questione: una luce incolore (“bianca”) cade su un oggetto rosso. Questo pezzo di stoffa assorbe tutte le lunghezze d’onda relative al blu, al giallo, al verde, ma non influisce sulla componente rossa. Conseguentemente le lunghezze d’onda del rosso sono libere di atteraversare il materiale (come nel caso di filtri colorati) o di venirne riflesse (come nel caso di sostanze colorate con pgmenti). Incontrando i nostri occhi, queste lunghezze d’onda evocano nel cervello la sensazione “rosso”.
Nella prossima puntata vedremo come avere pieno controllo fotografico dei colori.













