L’esposizione in fotografia

l'esposimetro esterno misura la luce incidente al soggetto che vogliamo ritrarre
Come tutti ormai ben sappiamo, fotografia dal greco significa “scrivere con la luce”. L’esposizione è appunto quel valore che indica quanta luce sta scrivendo sul nostro sensore (o pellicola). E’ misurato in EV (Valore di Esposizione) ed è definita come:
Esposizione = Intensità Luminosa x Tempo di Esposizione
Da questa equazione notiamo che il valore dell’esposizione dipende solamente da Tempo di Esposizione (che altro non è che il tempo di apertura del diaframma -su cui possiamo agire direttamente dalla nostra reflex) e Intensità Luminosa che raggiunge il sensore (che dipende dalla quantità di luce presente nella scena e dall’apertura del diaframma).
Possiamo agire direttamente sul tempo di esposizione, un po’ meno direttamente sull’intensità luminosa che raggiunge il sensore, in quanto solitamente l’unico parametro su cui possiamo agire è il valore di apertura del diaframma (in effetti lavorando in studio o utilizzando un flash possiamo agire anche sulla luminosità della scena).
Come notiamo, la Sensibilità non ha alcun effetto sul valore dell’esposizione: ciò perchè con la sensibilità variamo un parametro che ci permette di scrivere sulla pellicola/sensore con più o meno luce e ciò non influisce assolutamente sulla quantità di luce che arriva (ovvero, da definizione, l’esposizione).
Detto ciò e dimenticando di essere pignoli, la maggior parte delle volte che si parla di esposizione, si fa intendendo l’esposizione della fotografia (dove la sensibilità ha un’importanza fondamentale) e d’ora in avanti faremo lo stesso anche noi. Ciò ci permetterà di parlare in maniera operativa del rapporto tra sensibilità, tempo di esposizione e apertura del diaframma.
Concentriamoci quindi sui valori di tempo di esposizione, diaframma e sensibilità. Il rapporto che lega questi 3 valori è definito come reciprocità in quanto, per ottenere lo stesso valore di esposizione a parità di luminosità della scena, se aumentiamo uno dei tre valori, dobbiamo diminuire uno a scelta degli altri due. Se per esempio vogliamo diminuire il tempo di esposizione, dobbiamo aumentare o la sensibilità o il valore di diaframma. Solitamente si utilizzano gli “Stop” per avere una sorta di equivalenza tra questi 3 valori.
Sappiamo che questi 3 valori influenzano la nostra fotografia non solo dal punto di vista dell’esposizione, ma anche dal punto di vista del risultato dell’immagine: variare il tempo ci permette di “fermare” o meno un soggetto, variare il diaframma ci permette di ottenere la profondità di campo desiderata. Aumentando la sensibilità invece sappiamo che crescerà il rumore (o la grana, se in analogico) della fotografia.
Nei prossimi giorni vedremo come si può facilmente lavorare su questi parametri utilizzando gli “Stop”.









