“Principi di Composizione” di Feininger: sintesi capitolo 6 (3)
Backstage fotografico del video dei Silver Sky, © Daniele Corti
Nella puntata precedente abbiamo analizzato la composizione dinamica, oggi vedremo 2 forme compositive che possono essere di valido aiuto ai nostri scatti: la cornice e la composizione a schema ripetitivo.
La cornice è un mezzo compositivo efficace per dare forza e vigore ad una composizione e consiste nel circondare (completamente o quasi) il soggetto con un primo piano opportunamente scelto. Primi piani adatti per incorniciare il soggetto sono: cancelli, steccati, strutture e costruzioni di ogni tipo (ponteggi, statue etc..), tronchi e rami d’albero, porte e finestre.
La cornice condiziona l’immagine in 3 modi:
- rinforza l’illusione della profondità grazie al contrasto vicino-lontano;
- ponendo un elemento scuro da cornice, si rafforza ulteriormente l’illusione della profondità (ciò si basa sul fatto che a distanza gli oggetti appaiono più chiari a causa del velo atmosferico);
- può essere utilizzata per isolare il soggetto, togliendo influenze esterne e dando alla composizione maggiore autosufficienza.
La composizione a schema ripetitivo, cioè le immagini dove uno stesso elemento si ripete più volte in modo regolare, sono spesso utilizzate da fotografi che sentono che l’essenza della composizione è l’organizzazione.
L’organizzazione, però, è uno “strumento” compositivo, non un “fine”.
Deve essere ben chiaro quindi che la ricerca di uno schema ripetuto non deve essere un semplice esercizio di stile, bensì deve sottolineare con forza attributi interessanti del soggetto.
Esempi di composizione a schema ripetitivo sono: case e strada visti dall’aereo che sottolineano l’urbanizzazione moderna oppure le migliaia di finestre di un profilo notturno di città o a ancora le ombre dei tralicci di una ferrovia.
Nella prossima puntata termineremo la sintesi del libro riflettendo sulla composizione nella pratica.











