“Luce e Illuminazione nella Fotografia” by Feininger: sintesi capitolo 1 (2)
Veduta dal Monte Resegone, © Daniele Corti
Nella puntata precedente abbiamo visto alcune nozioni di fisica utili al fotografo, oggi cercheremo di rispondere alla domanda “Cosa significa la luce per il fotografo?”
La luce è il mezzo necessario al fotografo e non solo per un problema di esposizione. E’ duttile e variabile e queste caratteristiche comportano quello che alcuni considerano il fattore “artistico” della fotografia: la scelta del fotografo.
Abbiamo infatti già detto come non solo la quantità della luce sia un fattore da valutare, ma anche la qualità. Il fotografo creativo dispone di tre tipi di illuminazione:
- illuminazione normale: è la “luce di ogni giorno”, quella a cui siamo abituati (Sole, cielo coperto, lampadine in interni…). Dà i migliori risultati se si richiede chiarezza, nitidezza e riconoscibilità, ma raramente si presta per foto creative e con risultati graficamente insoliti
- illuminazione insolita: non possiamo definirla anormale, bensì rara (luce laterale bassa e radente a inizio o fine giornata, cielo al tramonto, luce perlacea di giornate piovose o di nebbia…). Si offre per fotografie che colpiscono, perchè si distinguono dalla massa di foto normali
- illuminazione fantastica: è una luce anomala (vedi luce dal basso, luci in discoteca…). Dà come risultato immagini insolite che lasciano giudizi discordanti per gli osservatori.
In sostanza l’esposizione corretta è una premessa indispensabile per una buona fotografia, ma è solamente la “buona luce” che rende il soggetto interessante dando profondità al soggetto, staccandolo dallo sfondo e rendendo l’atmosfera.













